Dentiere implantosupportate (overdenture)

Dentiere implantosupportate (overdenture)

Dentiere implantosupportate (overdenture)

Vi è sempre consapevolezza, sia tra gli operatori che tra i pazienti, dei problemi associati ad una dentiera, in particolar modo inferiore, rispetto a qualsiasi altra protesi dentale. Problemi comuni a tutte le dentiere inferiori sono infatti l’instabilità, la scarsa funzionalità, la difficoltà alla fonazione, le abrasioni alle gengive. Per fornire maggior stabilità e ritenzione ad una dentiera si può ricorrere all’inserimento di impianti endossei, trasformandola in una protesi con appoggio su impianti (overdenture), con ampia riduzione del movimento della protesi. In tale modo diminuiscono i movimenti laterali, si ha migliore fonazione, maggior sicurezza psicologica da parte del portatore della protesi, la lingua e la muscolatura periorale possono ritrovare una posizione più normale poichè non devono più cercare di tenere ferma la dentiera durante i movimenti mandibolari.

L’intervento di chirurgia implantare osteointegrata consiste nell’inserimento chirurgico di una o più radici artificiali (viti in titanio) nell’osso mandibolare o mascellare per ottenere  un supporto protesico variamente utilizzabile, a seconda dei casi, per protesi fissa o mobile. Nel caso particolare di questo articolo è finalizzato all’ottenimento di una protesi totale mobile, superiore o inferiore, con appoggio su impianti endossei (overdenture).

Le viti implantari sono costituite di titanio chirurgico o leghe di titanio, anche con trattamenti superficiali finalizzati a migliorare l’integrazione con l’osso. Si tratta di materiali utilizzati con successo da decenni anche in altre branche della medicina (es. in Ortopedia).

La perdita totale di tutta la dentatura naturale con atrofia ossea pone l’indicazione ad inserire, nella struttura ossea rimasta a livello del mento o della parte anteriore del mascellare superiore, degli impianti osteointegrabili che permettano di ottenere  una protesi totale rimovibile con appoggio e ancoraggio su impianti ( generalmente da due a quattro).

Ciò permette in ogni caso una buona stabilità e ritenzione della dentiera, la possibilità di rimozione della protesi con più semplice igiene orale rispetto ad una struttura protesica fissa, una flangia di appoggio per il labbro con miglioramento dell’estetica facciale, più semplici e veloci riparazioni in caso di necessità, di norma nessuna difficoltà nelle manovre di inserimento e rimozione della protesi, un minor costo rispetto a protesi fisse ancorate su impianti.

Il numero di impianti dipende dalla qualità-quantità dell’osso residuo nonché da fattori economici. Due impianti rappresentano il minimo, ma per aumentare ritenzione e stabilità è opportuno aumentare il numero di impianti (tre o quattro).

Le possibilità di ritenzione di una overdeture sono: attacchi montati singolarmente sugli impianti, barre cementate o avvitate sugli impianti con attacchi a pallina o a binario.

Gli attacchi a livello di overdentures consentono comunque un minimo impercettibile movimento durante le varie funzioni, evitando di scaricare rigidamente tutte le forze sugli impianti e sull’osso perimplantare.

Nei pazienti già portatori di dentiera spesso è possibile subito dopo l’inserimento degli impianti avvitare immediatamente sugli stessi dei cappucci di guarigione transmucosi con contestuale ribasatura della protesi mobile preesistente con materiale termoplastico. Il paziente potrà quindi continuare sin da subito a portare la sua protesi e ciò mira ad evitare un disagio estetico e di fonazione nelle relazioni interpersonali. La dentiera in questa fase postchirurgica iniziale non potrà essere usata per una normale masticazione: per alcune settimane infatti sarà necessaria una dieta  morbida. Nel caso invece di non ottimale stabilità iniziale degli impianti, gli stessi si manterranno sommersi sotto la gengiva e si procederà all’esecuzione della overdenture a distanza di qualche mese.

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